Tag cybersecurity

Ransomware di Stato

Giovedì sera, le 17:21 a Washington. Una lettera ordina di spegnere uno strumento. Non perché funzioni male ma perché funziona troppo bene.
La cosa mi ha colpito e mi sono messo a ragionare su una domanda che ci riguarda tutti molto più di quanto crediamo: cosa vuol dire, oggi, "possedere" qualcosa che per funzionare chiede il permesso a un computer lontano.
Il telefono. L'auto. Il frigorifero. Il trattore.
Persino un modello di intelligenza artificiale.
L'ho scritto come un racconto, una passeggiata notturna per Roma tra le rovine di un altro impero che si credeva eterno. In fondo, un dossier con tutti i fatti veri e le fonti, da Fable a Kaspersky, dai trattori ucraini al Cloud Act, fino all'enciclica di Leone XIV sull'IA. Il dossier l'ho costruito nel weekend con Claude Opus 4.8, che ringrazio.

Leggi tuttoRansomware di Stato

Il mercato dei dati delle armi

Un'azienda israeliana specializzata in sorveglianza invisibile è stata scoperta grazie a un post su LinkedIn. Il post mostrava il pannello operativo attivo, intercettazioni in corso, un numero di telefono etichettato "Valentina".
Nel tempo necessario a rimuoverlo, era già ovunque.
Ho scritto un pezzo su questo per Cronache del Sottosopra: il mercato legale degli zero-day, i trentatré broker che hanno venduto dati di cittadini americani a Russia, Cina e Corea del Nord, il contractor australiano che ha rubato exploit classificati e li ha venduti ai russi in criptovaluta.
Tutto documentato. Tutto legale.
Un grazie a Sofia Scozzari e Andrea Zapparoli Manzoni per avermi ben indirizzato e avermi corretto dove sbagliavo. Il pezzo è migliore grazie a loro.
L'articolo l'ho scritto anche con l'aiuto di una AI, che ha trovato i collegamenti tra fonti sparse che da solo non avrei mai avuto il tempo di incrociare. Per quanto mi riguarda l'AI non sostituisce, moltiplica, quando il lavoro che vuoi che faccia lei lo sai fare prima tu.

Leggi tuttoIl mercato dei dati delle armi

Mythos, o della profezia autoavverante

Il 21 aprile 2026 qualcuno ha bucato il sistema di intelligenza artificiale più pericoloso mai creato da Anthropic usando un laptop da gaming e un canale Discord.

Anthropic lo aveva costruito per difendersi. Non ha saputo difendersi.
È la nuova puntata di Cronache del Sottosopra, al Bar di Gigi, con Francesco, Paolo, Rita (PiGreco) e Andrea.
Si parla di Mythos, di supply chain attack a cascata, di honeypot involontari, di WarGames (1983), e di cosa succede quando uno strumento costruito per trovare vulnerabilità diventa lui stesso una vulnerabilità.
E di una domanda che Rita fa a Francesco sul fratello maggiore di Mythos.

Leggi tuttoMythos, o della profezia autoavverante

La camera è già pronta

Ho ricevuto un messaggio WhatsApp dal mio hotel.
Tutti i dettagli erano giusti. La data. La camera. Il mio nome, scritto correttamente.

Era falso.

Questa volta parliamo del breach di Booking.com confermato il 13 aprile 2026. Parliamo di quello che c'è sotto: una filiera criminale industrializzata che non ha bucato Booking, ha bucato il receptionist di un B&B ad Anzio.

ClickFix. Storm-1865. PureRAT. Un mercato underground con listino prezzi pubblicato. Un account che si chiama moderator_booking e dichiara $20M guadagnati "in questo campo".

Rita aka PiGreco chiama DarkHash. DarkHash spiega tutti.
Il bar di Gigi non ha l'aria condizionata, ma ha i ventilatori.

Racconto + nota tecnica completa + 21 fonti nei commenti.

Leggi tuttoLa camera è già pronta

Mirai, o della bellezza delle cose che non muoiono mai

Nel 2016 tre studenti universitari americani pubblicarono su Hackforums il codice sorgente di una botnet scritta in C e Go, con sessantaquattro credenziali hardcoded e uno scanner che girava su tutta l'IPv4.
Si chiamava Mirai. In pochi mesi aveva seicentomila dispositivi. In ottobre abbatté Twitter, Netflix, Reddit e mezzo internet statunitense.
Il codice è ancora su GitHub. I dispositivi vulnerabili sono aumentati.
Ne parliamo al bancone di Gigi, con Paolo, Francesco e Rita, aka PiGreco, che spiega i fork, scanner.c, la query Shodan giusta, e perché Mirai non è un pezzo da museo.

Leggi tuttoMirai, o della bellezza delle cose che non muoiono mai

Il direttore dell’FBI aveva un account Gmail

Era venerdì mattina, fuori pioveva, e al Bar di Gigi si parlava del direttore dell'FBI.
Non perché fosse una mattina normale.
Ma perché qualcuno aveva appena pubblicato su internet le sue email personali, le sue foto di vacanza, il suo curriculum con il numero di telefono di casa.

Handala, gruppo hacker legato all'Iran, non ha bucato i sistemi dell'FBI.
Ha bucato il suo account Gmail.
Come nei migliori film degli anni Ottanta: non si entra dalla porta blindata. Si passa dal garage.

Cronache del Sottosopra, con geopolitica, metadati, Leonard Nimoy e un cornetto integrale.

Leggi tuttoIl direttore dell’FBI aveva un account Gmail

Il Gruppo di Cui Non Puoi Fare Parte

Nel WE ho scritto ho scritto un pezzo lungo su "Signalgate" per le Cronache del Sottosopra. Ma invece di programmare la pubblicazione l'ho messo in bozza.

La storia la conoscete: il Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti aggiunge per sbaglio il direttore di una rivista a una chat Signal con il Vicepresidente, il Segretario alla Difesa, il Direttore della CIA e altri dodici funzionari.

Nelle ore successive vengono condivisi orari di decollo, sequenze di lancio, obiettivi. Il giornalista legge tutto dal parcheggio di un supermercato.
E' una storia degli Stati Uniti di oggi, una storia su cosa succede quando la pressione di essere veloci vince sulla procedura.

Leggi tuttoIl Gruppo di Cui Non Puoi Fare Parte

Cosa si dice nel SottoSopra del Rapporto Clusit ?

Il Rapporto Clusit 2026 è uscito.
507 attacchi in Italia. +42%. Una categoria di severità nuova — "Extreme" — inventata perché "Critical" non bastava più.

Abbiamo fatto una cosa diversa: invece di commentare i numeri, abbiamo chiesto a chi quei numeri li produce.

Due interviste dal sottosopra. #DarkHash e #GhostShine.
Sul malware che cala in Italia
Sul 64% dell'hacktivism mondiale che finisce in Italia
Sulle mappe live degli attacchi cyber che le aziende appendono nelle security room

L'articolo è qui sotto, e due protagonisti rispondono.
Se avete voglia di scrivergli potete 🙃
DarkHash@protonmail.ch
GhostShine@protonmail.com

Leggi tuttoCosa si dice nel SottoSopra del Rapporto Clusit ?

Palantir: Le pietre veggenti nel mondo reale.

In questi giorni si sente parlare molto di Palantir. Dell'azienda, del suo fondatore, dei contratti con i governi europei, delle domande che qualcuno inizia a fare ad alta voce.
Nelle Cronache del Sottosopra abbiamo provato a capire cosa c'è sotto: chi ha fondato Palantir, con quali soldi, cosa fa davvero, come funziona la tecnologia, dove stanno i dati, e perché il boot camp gratuito da cinque giorni è probabilmente la strategia commerciale più intelligente degli ultimi anni seconda solo a quella di Microsoft.

Leggi tuttoPalantir: Le pietre veggenti nel mondo reale.

La notizia come arma

1° marzo 2026.
Un giorno dopo l'avvio dell'Operazione Epic Fury nel Medio Oriente.

In Qatar, nei palazzi delle compagnie energetiche e negli uffici militari, qualcuno stava aprendo la posta elettronica.
A chilometri di distanza, su una console di comando, qualcun altro aspettava che si accendesse una notifica.

Gli allegati sembravano materiale informativo urgente: fotografie di attacchi alle basi americane in Bahrain, il tipo di contenuto che in quel momento chiunque avrebbe aperto. Bastava cliccare per innescare una sequenza automatica che installava silenziosamente una backdoor. Senza che nessun sistema di sicurezza alzasse un flag.

Il gruppo dietro l'operazione, noto con almeno tre nomi diversi tra le organizzazioni che lo tracciano da anni, non aveva costruito nulla di nuovo. Aveva preso il toolkit che usava da mesi contro obiettivi militari in Turchia, cambiato le esche, e aspettato il momento giusto.

Il momento giusto è durato ventiquattr'ore.

La cosa più importante di questa storia non è tecnica. È che la notizia del conflitto non era lo sfondo dell'attacco. Era il vettore. Disinformazione e malware non erano due operazioni parallele, erano la stessa operazione.

Questo cambia la domanda che ogni organizzazione esposta dovrebbe farsi. Non solo: i nostri sistemi riconoscono questo malware? Ma: i nostri analisti sanno leggere una notizia geopolitica e capire in tempo reale che potrebbe diventare un vettore di attacco nelle prossime ore?

Quella seconda competenza non si installa con una patch. Non si compra con una licenza. Non si costruisce con un corso. Si forma nel tempo, in chi la sera legge le stesse cose che legge durante il giorno e non perché deve, ma perché vuole.

Nelle organizzazioni più esposte, queste persone spesso ci sono già.

Il nuovo articolo delle Cronache del Sottosopra ricostruisce l'operazione dall'inizio, i dettagli tecnici e una domanda.

Leggi tuttoLa notizia come arma

Occhi nel buio: come funzionano (davvero) le piattaforme di monitoraggio del dark web

C'è una metafora sagace sui diversi approcci alla conoscenza, parla di una stanza buia dove andare a cercare un gatto nero che potrebbe esserci come non esserci. C'è lo scienziato rigoroso, il filosofo, il teologo, il predicatore.
Nel mercato del dark web monitoring ci sono tutti e le loro varianti.
Il nuovo articolo delle Cronache del Sottosopra esplora come funzionano davvero le piattaforme di monitoraggio del dark web, cosa possono fare e cosa non possono fare. E come aggirare i predicatori.

Leggi tuttoOcchi nel buio: come funzionano (davvero) le piattaforme di monitoraggio del dark web